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Un “mito assoluto”, un’enciclopedia vivente della musica rock, il chitarrista più veloce del metal italiano, o ancora il “re del trash” della TV spazzatura, dagli urli improvvisi, che si faceva tirare i pomodori sul palco: Richard Benson è stato forse tutto ciò e il suo contrario, un personaggio di spicco tanto amato da poter esser odiato.
A raccontare la sua vita è il documentario Richard Benson. La vita è il nemico, opera prima di Maurizio Scarcella, dal 21 luglio 2025 disponibile in streaming su OpenDDB.
Cosa racconta Richard Benson. La vita è il nemico
Roma 2016, quartiere Alessandrino, nella periferia est della capitale, in una piccola casa vivono Ester e suo marito Richard Benson, volto noto dello spettacolo italiano, ormai caduto in disgrazia. Ma chi è Richard Benson?
Nel documentario amici e collaboratori ricostruiscono e confermano la sua straordinaria carriera che ha inizio negli anni 70’, quando Benson muove i primi passi nell’ambiente del Prog Rock italiano.
Negli anni ‘80 e ‘90 avviene la svolta, quando entra nelle case degli italiani grazie al suo lavoro di critico musicale per format televisivi, da lui sviluppati e curati. Richard ha origini inglesi, si sa poco della sua famiglia.
La musica lo vide da subito impegnato su più fronti (da produttore musicale, a insegnante di metodi per chitarra): questo lo porterà ad incrociare la strada del suo grande amore, Ester Esposito, una fan e cantante che conquisterà il suo cuore fino ad accompagnarlo sul palco e nella vita privata.
Un personaggio fatto di luci e ombre
Il passato di Richard Benson, apparentemente luminoso e fatto di successi, cela oscure e misteriose ombre.
Richard, nel tempo, è divenuto una curiosa figura mitologica, a cavallo tra underground e mainstream, odiato e amato. Amato per poterlo odiare.
Negli anni 2000 la persona sofisticata ed esperta di musica lascia spazio ad un personaggio grottesco, mitomane e vaneggiante. Capace di suscitare un fascino magnetico sul pubblico grazie ad un modo di comunicare irriverente e volgare.
Tanto nei suoi spettacoli televisivi, quanto nei suoi concerti. Quest’ultimi caratterizzati da performance fatte di urla, insulti e soprattutto dal famoso lancio di oggetti sul palco da parte del pubblico.
La TV trash oltre che la musica
Benson entrerà a far parte di un mondo vasto, quello di una sottocultura “trash” che grazie all’avvento di internet ne amplifica la notorietà, esaltandone il carisma e il suo essere sopra le righe.
Ma chi lo conosce veramente non può che rimanere perplesso per il cambiamento dell’artista.
I suoi ultimi anni di vita riflettono quello che è stata la carriera, portando così Richard a dover fare i conti con quelle stesse scelte che ne hanno condizionato l’esistenza fino alla fine.
Ha combattuto però con forza, determinazione e tenacia – fino alla sua morte nel 2022, sempre al fianco di Ester – in questa sua lotta contro la vita, per ottenere ciò che ogni grande artista desidera: essere per sempre immortale.
Al pubblico rimane l’interrogativo per comprendere l’uomo dietro la maschera.




































