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CG Entertainment ha realizzato un nuovo artwork celebrativo per la Director’s’ Cut del cult fantascientifico di Wim Wenders Fino alla fine del mondo con William Hurt, Solveig Dommartin, Jeanne Moreau, Max von Sydow e Sam Neill.
Il film sarà proiettato nella versione integrale e restaurata durante Cinema Addiction, la rassegna cinematografica a cura di Apulia Film Commission, il 12 giugno 2025 in contemporanea in diverse città: Bari (Anchecinema), a Foggia (Conema Laltrocinema Ciottella), a Lecce (Cinelab Cineporto di Lecce) e a Taranto (Cineporto di Taranto Spazioporto). Le proiezioni sono ad ingresso gratuito.
CG Entertainment è il distributore italiano della prestigiosa library di Wim Wenders che ha già riportato in sala capolavori come Il cielo sopra Berlino, Così lontano, così vicino!, Paris, Texas e ha curato la pubblicazione in streaming e in home video della filmografia del maestro tedesco.
Il film Fino alla fine del mondo
Fino alla fine del mondo è “il road movie definitivo”, un viaggio intorno al mondo, un’odissea dei giorni nostri, con alcune somiglianze con il mito di Omero.
Solo che l’obiettivo di questo viaggio è la riconciliazione spirituale tra un padre ossessionato e il figlio perduto; in Fino alla fine del mondo Penelope decide di partire alla ricerca di Ulisse.
Per permettere a sua moglie cieca (Jeanne Moreau) di vedere, il Dr. Farber (Max von Sydow) sviluppa una tecnica innovativa che consente di trasferire le immagini registrate nel cervello di persone vedenti direttamente nel sistema visivo di chi è non vedente.
Suo figlio Sam (William Hurt), desideroso di aiutare la madre, intraprende un viaggio intorno al mondo per ripercorrere e registrare le tappe significative della sua vita, in modo da potergliele mostrare.
Margot (Solveig Dommartin), una donna francese innamorata di Sam, decide di seguirlo. Tuttavia, è a sua volta seguita dallo scrittore Eugene (Sam Neill), che si dedica a documentare le sue avventure.
Il film, girato nel 1990, è ambientato in un prossimo futuro intorno al passaggio al nuovo millennio. Ciò che più interessa a Wenders qui è come l’umanità impari a confrontarsi con le immagini – o diventi vittima di esse. Il personaggio di Eugene osserva: “In principio era la parola. E se alla fine rimanesse solo l’immagine?”



































