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È nei cinema dal 27 febbraio 2025 Heretic, horror psicologico con un inedito Hugh Grant nei panni di uno studioso di teologia tanto affascinante quanto spietato.

È impossibile dimenticare Hugh Grant in film come Love Actually, Bridget Jones e Quattro matrimoni e un funerale.

L’attore britannico, forte del suo sorriso sornione e del suo charme indiscusso, è stato il re di riuscite commedie sentimentali ma non solo, perché lo abbiamo visto anche in film di tutt’altro genere come Wonka oppure Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri.

Sebbene Hugh Grant si sia cimentato come (riuscito) attore in film di svariato genere, manca all’appello il genere horror.

Una mancanza che ha colmato facendo parte del cast di Heretic, horror psicologico diretto da Scott Beck e Bryan Woods. Una parte molto particolare che potrebbe valergli il Golden Globe come migliore attore protagonista.

IN DIREZIONE DELLA TANA DEL LUPO

Heretic vede come protagoniste due giovani missionarie, Sorella Paxton e Sorella Barnes (Chloe East e Sophie Thatcher).

All’inizio del film le vediamo discorrere per strada di singolari aneddoti riguardanti persone che, all’improvviso, hanno trovato la fede e cambiato radicalmente la loro vita.

Un’allegra chiacchierata che riesce a tratteggiare il carattere trasparente di queste teenager, che appaiono a tratti ingenue ma anche molto intelligenti.

Sarà un pomeriggio impegnativo per queste due ragazze, perché dovranno bussare alla porta di persone sconosciute alle quali esplicheranno i dettami principali del loro credo, per cercare di convertirle e così aumentare il gruppo di credenti mormoni.

Con le bici sulle spalle le due giovani si apprestano a percorrere una enorme scalinata che si inerpica lungo una via che porta al loro ultimo destinatario della giornata: un signore di nome Reed.

Appena arrivano davanti alla sua casa, il sole fino a quel momento trionfante nel cielo lascia il posto a nuvole cariche di pioggia. Bagnate e infreddolite, le due missionarie si apprestano a suonare il campanello.

Davanti a loro si ritrovano un uomo maturo e fascinoso, che subito sfodera un ammaliante sorriso e fa capire alle ragazze come sia interessato alla religione dei mormoni e alla teologia.

Uno studioso di religione e un interlocutore brillante: niente di meglio per Sorella Paxton e Sorella Barnes, rallegrate del fatto che possano finalmente confrontarsi con una persona che conosce i mormoni e il loro credo.

Una scena del film Heretic.
Chloe East e Sophie Thatcher si prendo una pausa dal loro lavoro di missionarie in Heretic

IL SORRISO SPESSO NASCONDE UN ANIMO NERO

Una volta che le due giovani missionarie entrano in casa del signor Reed, assistiamo a un lungo confronto tra il personaggio interpretato da Hugh Grant e le giovani religiose.

Reed è un grande conoscitore delle religioni e un riuscito affabulatore; servendosi di interessanti domande riguardo il credo mormonico, l’uomo ne approfitta anche per intavolare un lungo discorso sulle credenze in generale.

La sceneggiatura di Heretic basa gran parte della prima metà del film proprio sulla raffigurazione di questa brillante dialettica religiosa tra i tre personaggi del film, una dialettica che si rivela piuttosto interessante e piena di brillanti sofismi.

Coinvolti negli intricati ragionamenti del signor Reed e sorpresi dalle efficaci risposte delle giovani missionarie, ci si scorda quasi che Heretic dovrebbe essere un film dell’orrore, anche perché di spaventoso non vi è nulla.

Ma proprio quando lo spettatore sembra deciso a perdersi di sua sponte nella vivacità intellettuale di questi confronti, la sceneggiatura di Heretic inizia a gettare un’ombra sull’amabile sorriso di Hugh Grant.

Hugh Grant nel film Heretic.
Hugh Grant è impegnato a filosofeggiare con le due missionarie in Heretic

La sua figura inizia a non essere più affabile come prima e la tensione prende il sopravvento, soprattutto quando scorgiamo sul giovane volto delle due ragazze espressioni di angosciante terrore.

A quel punto Heretic dismette la sua maschera da verboso thriller e diventa un horror introducendo nuovi spaventosi personaggi.

La comparsa di un quarto attore, invece di dare una svolta narrativa al film, appare quasi stonata; colpa anche della mise che presenta questo nuovo personaggio, troppo vistosa e figlia di banali archetipi dei film dell’orrore.

Sebbene quest’orribile apparizione abbia spezzato immancabilmente l’atmosfera teatrale e misteriosa che si era creata, fortunatamente il racconto cinematografico riesce in seguito a svelare altri meccanismi narrativi degni di nota, che si esplicano approfittando anche di un intelligente uso dell’inedita topografia della casa del signor Reed.

Se ci eravamo quasi affezionati al salottino in cui Hugh Grant fa accomodare le due adolescenti e nel quale intavola discorsi sulla religione e la sua presunta veridicità, la scenografia cambia e si fa più tetra.

Una scelta funzionale (ma poco originale) per dare spazio all’angosciosa seconda parte del film.

Dove vedere Heretic
COMMENTO
Heretic è un film horror che dà il meglio di sé nella prima parte, quando assistiamo alla dialettica che si svolge tra il personaggio di Hugh Grant e le due giovani missionarie, resa ancora più convincente dalla loro ottima performance attoriale. Sebbene siano scene verbose e irrimediabilmente lente, è sicuramente stimolante assistere a certi ragionamenti, consci del fatto che molto presto la trama ordirà colpi di scena riguardo al misterioso signor Reed. Quando Heretic deve mostrare il suo lato horror lo fa in un modo un po' sbrigativo e troppo esplicito, mostrando un quarto personaggio che appare fuori luogo in un film che fino a quel momento sembrava volesse puntare più sulla tensione psicologica che sull'uso dell'abusato sangue finto. Al di là di questo scivolone, Heretic in seguito riesce a recuperare in qualche modo la sua natura da film dell'orrore sui generis e offre un racconto cinematografico sicuramente apprezzabile, anche se poteva essere indimenticabile attraverso alcuni piccoli accorgimenti.
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Luca Spina
Dopo la visione di Grosso guaio a Chinatown a dieci anni, ho capito che il cinema sarebbe diventato la mia più grande passione. Poco dopo, un computer ZX Spectrum mi ha fatto innamorare dei videogiochi e della tecnologia. Sono il direttore di PressView.it, portale dedicato a cinema, serie TV e gaming, dove scrivo unendo curiosità e spirito critico. Le serie TV mi accompagnano da sempre — da Il mio amico Arnold a Happy Days — e ancora oggi rappresentano uno dei piaceri più autentici del mio lavoro.
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