Black Mass

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In “Black Mass” salta subito all’occhio la quasi totale trasformazione estetica dell’affascinante Johnny Deep.

Il personaggio interpretato dall’attore è il famoso gangster James “Whitey” Bulger, che imperversava per le strade di Boston durante gli anni ‘70 e con i suoi commerci illegali deteneva il regno del quartiere in cui viveva.

Irlandese di nascita, quest’uomo ha uno sguardo freddo, privo di emozioni, che rispecchia il suo animo pieno di contraddizioni e di cattiveria.

James Bulger è vissuto veramente, e non aveva alcuna pietà se doveva togliere la vita ad uno scagnozzo che osava solamente parlargli in modo irrispettoso.

Ma quest’uomo aveva anche una famiglia, ed i suoi modi erano completamente diversi con suo figlio, a cui destinava modi pacati e decisamente affettuosi.

Una personalità divergente, che l’occhio indiscreto della telecamera valorizza con generosi primi piani che esaltano lo sguardo acquoso del gangster, tipico di soggetti poco raccomandabili.

Il film riesce con successo a descrivere l’ascesa di questo personaggio dedito all’illegalità, e lo fa dando estrema importanza ai rapporti sociali di James con gli altri malviventi, ma sopratutto con l’F.B.I.

Può sembrare strano, ma il protagonista del film fece una storica alleanza con gli agenti del Boureau. Questi ultimi avevano l’intenzione di stanare in città la presenza della mafia italiana, e vollero servirsi di James come informatore.

Proprio un carissimo amico di infanzia di quest’ultimo fa parte dell’F.B.I., ed inizia una alleanza (ed un rapporto amichevole al limite del legale) con Withey per i suoi scopi.

Le scene di incontri, chiacchierate e riunioni con fini illegali sono ben descritte e raccontate dalla precisa sceneggiatura, che non ha alcuna intenzione di esaltare il pubblico con scene di azione oppure, anche se non mancheranno esplicite espressioni di violenza per delineare l’iter psicologico del protagonista.

La violenza risiede nei modi calmi del protagonista, che riescono ad impressionare lo spettatore perché difficilmente scaturiscono in scenate prive di raziocinio.

James Bulger era un uomo organizzato, che amava gestire i suoi orribili affari con sangue freddo, e soprattutto senza circondarsi di ricchezza in eccesso per farsi notare.

La sua vita è una rappresentazione della connivenza con il legale e l’illegale: oltre a John Connolly, suo caro amico ed agente dell’F.B.I. che lo fa diventare un informatore, il fratello di James è un importante senatore.

A questo punto il concetto di legalità appare, durante tutto il film, sbiadito e privo della forza che dovrebbe trasmettere.

Billy Bulger, suo fratello, ama la famiglia e riesce a vivere sul confine del lecito e dell’illecito. I suoi silenzi, quando si parla della brutta deriva di James, descrivono perfettamente come sia impossibile vivere la propria vita senza avere qualche ombra stagliata nel panorama della propria esistenza.

“Black Mass” riesce dunque a delineare cinematograficamente i tratti mentali di un individuo che finisce per essere quasi privo di senno, a causa di gravi tragedie private in cui è coinvolto.

Un ritratto quasi intimistico, ma non meno ficcante per i molteplici significati che può trasmettere durante la visione.

COMMENTO
Black Mass è un film che riesce a delineare cinematograficamente i tratti mentali di un individuo che finisce per essere quasi privo di senno, a causa di gravi tragedie private in cui è coinvolto. Un ritratto quasi intimistico, ma non meno ficcante per i molteplici significati che può trasmettere durante la visione.
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Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".