47 Ronin

0

“47 Ronin” narra della lotta di 47 samurai rimasti senza Maestro (i così detti Ronin) che vogliono vendicare la morte di quest’ultimo per mano di un demone e del suo scagnozzo  intenti a conquistare tutto il Giappone.

Keanu Reeves  interpreta Kai, un emarginato mezzo sangue che serve  la casata dei samurai che subirà il lutto del loro Maestro.

Kai è un uomo particolare e dotato di grande capacità di agitare la spada, e si unirà ad Oishi (Hiroyuki Sanada) per lavare con il sangue la loro vendetta.

“47 Ronin” è un film che funziona. Attenzione però:  tutti coloro che si aspettano atmosfere guerresche ed epiche come ne “L’ultimo Samurai” che interpretò Tom Cruise qualche anno fa debbono frenare i loro entusiasmi, perché questo film ha caratteristiche di pura immaginazione nella sua trama.

Il film è un adattamento fantasy-avventuroso della vera leggenda  dei  47 Ronin, che si discosta da velleità storiche in nome di una re-interpretazione fumettistica, pur non disdegnando un’impronta realistica, soprattutto descrivendo minuziosamente  il concetto dell’onore e della disciplina dell’antico ordine Bushido giapponese.

La sceneggiatura riesce con brillantezza ad amalgamare temi fantastici, avventurosi e melodrammatici. La storia d’amore tra Kai e la figlia del suo Maestro, per esempio,  è descritta su schermo con leggerezza, fatta di fugaci sguardi tra i due innamorati. Il loro siparietto amoroso non ha la minima intenzione di intasare lo script del film con scene melense, magari poco digerite da un pubblico giovane.

Tra una scenografia di sicuro impatto, fatta di bei costumi d’epoca su cui svettano le ridondanti armature degli eserciti giapponesi dell’epoca e gli alberi di ciliegio simbolo del Giappone,  c’è spazio per tutto: personaggi fantastici, come i monaci buddisti dalle fattezze anomale che hanno uno stretto rapporto con il passato del protagonista del film, demoni mostruosi e duelli all’arma bianca.

Un canovaccio che ha la capacità, e non è cosa da poco, di dare spazio a tutte queste tematiche in modo chiaro, proprio come succedeva in blockbuster dell’epoca anni ’80 come “La storia infinita”.

“47 Ronin” regala due ore di intrattenimento pregiato, che non lesina nel rappresentare personaggi credibili nella loro assurdità, che fanno parte di un universo narrativo dalla verve fantastica riuscita.

Un film godibile soprattutto sul grande schermo, per ammirare anche il ritorno di un Keanu Reeves  in perfetta forma fisica ed a suo agio anche con le spade.

Anche gli effetti, gestiti con la computer grafica, non vogliono ubriacare lo spettatore di troppa azione, ma gestiscono le apparizioni demoniache con un tocco di sobrietà che lascia spazio anche all’immaginazione di stampo orientale.

Un film che non deluderà chi ha voglia di vagare con la fantasia e di apprezzare il racconto di personaggi ben caratterizzati, pratica abbastanza rara di questi tempi per le grandi produzioni.

COMMENTO
“47 Ronin” regala due ore di intrattenimento pregiato, che non lesina nel rappresentare personaggi credibili nella loro assurdità, che fanno parte di un universo narrativo dalla verve fantastica riuscita. Un film godibile soprattutto sul grande schermo, per ammirare anche il ritorno di un Keanu Reeves  in perfetta forma fisica ed a suo agio anche con le spade.
7
Articolo precedenteNon buttiamoci giù
Articolo successivoStoria di una ladra di libri
Dopo la visione di “Grosso Guaio a Chinatown” a 10 anni, la mia più grande passione è diventata il cinema. Poco dopo gli adorati schiacciapensieri vengono surclassati dall'arrivo di un computer di nome “ZX Spectrum”. Scatta così l’amore per i videogiochi e la tecnologia. E le serie TV? Quelle ci sono sempre state, da "Il mio amico Arnold" fino a "Happy Days".